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La guida definitiva a normative e permessi per piscine interrate

La guida definitiva a normative e permessi per piscine interrate

Poter realizzare una piscina privata è sicuramente un sogno per molte famiglie ma, quando ci si approccia all’argomento, è inevitabile scontrarsi con costi, permessi, burocrazia, norme e obblighi. Questi aspetti possono creare confusione e dubbi ed è per questo che oggi cercheremo di darti qualche valida indicazione per chiarirti le idee ad affrontare la costruzione o ricostruzione della piscina in tranquillità.

A chi rivolgersi? Quanto costa? Sono necessari permessi? A chi vanno richiesti?

Sono solo alcune delle tante domande che propabilmente ti sono venute in mente se stai pensando di costruire nel tuo giardino una bella piscina. Questi questiti sono legittimi e non vanno sottovalutati: la realizzazione di una piscina è un’opera complessa, che necessita l’intervento di personale qualificato, permessi e autorizzazioni. Nulla va lasciato al caso e ogni scelta deve essere ragionata. Vediamo quindi come procedere.

Costruzione ex novo

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Partiamo dalla domanda principale: come si ottiene l’autorizzazione a costruire la propria piscina? Come spesso scriviamo ai numerosi utenti che ce lo chiedono, in Italia non è presente un regolamento unico, con norme e principi uguali per tutte le regioni, che disciplini chiaramente questo aspetto. Ogni Comune, infatti, può decidere autonomamente le tempistiche e i contenuti dell’iter autorizzativo necessario ad ottenere il via libera ai lavori.
In alcune regioni, come la Toscana o la Liguria, con alte percentuali di territorio sottoposto a vari vincoli (ad esempio storici o paesaggistici) possono volerci anche anni; mentre in altre possono bastare poche settimane.

Cosa fare?

La prima cosa da fare è scoprire se il terreno sul quale verrà edificata la piscina è sottoposto a vincoli e se ci sono delle norme del piano regolatore che pongono limiti alle caratteristiche progettuali dell’impianto, come per esempio il colore dei rivestimenti o le dimensioni. Per fare questo occorre rivolgersi all’ufficio Edilizia privata del proprio Comune di residenza.

Se non ci sono vincoli, generalmente, per poter iniziare i lavori è sufficiente presentare in comune la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Lavori) redatta da un professionista (un ingegnere, un architetto o un geometra). Ricordiamo che la SCIA è un documento che riporta tutte le caratteristiche dell’impianto che si andrà a realizzare: dimensioni, materiali, qualità costruttive, impiantistica e dove l’acqua viene presa e poi scaricata.  Il Comune, a questo punto, ha 30 giorni di tempo per muovere obiezioni sulla documentazione presentata dal privato, intanto i lavori possono cominciare.

Se invece il terreno è sottoposto a qualche vincolo, che sia paesaggistico o urbanistico è necessario richiedere il permesso per costruire. In che modo? Ottenendo il via libera a costruire da ciascuna delle commissioni paesaggistiche o urbanistiche relative al vincolo che interessa l’area. Solo dopo sarà possibile presentare in Comune la SCIA e iniziare i lavori.

Il permesso per costruire dev’essere richiesto anche quando la piscina non è di pertinenza dell’edificio principale (ad esempio non è ad eslcusivo servizio dell’abitazione) oppure se l’impianto supera il 20% del volume dell’edificio principale.

Finiti i lavori di costruzione, sempre al professionista che si è occupato della SCIA, spetta il compito di presentare la Dichiarazione di conformità al Comune, al quale va segnalata la fine dei lavori.
L’ultimo step infine è l‘accatastamento della piscina. È un passaggio fondamentale affinchè l’impianto porti ufficialmente valore alla casa.

In tutto un iter ben costruito può costare tra i 1.000 e i 2.000 euro, tra documenti, verifiche, sicurezza, direzione lavori, eccetera: circa il 6-7% del costo dell’opera totale.

Per riassumere:

COSTRUZIONE EX NOVO
TERRENO LIBERO DA VINCOLI TERRENO CON VINCOLI
PRIMA DI INIZIARE I LAVORI SCIA Permesso per costruire + SCIA
AL TERMINE DEI LAVORI Dichiarazione di conformità + accatastamento Dichiarazione di conformità + accatastamento

Ristrutturazione: agevolazioni e permessi per piscine interrate

Anche per la ristrutturazione di una piscina occorre seguire un iter burocratico. Il soggetto richiedente dovrà presentare una SCIA al proprio comune, informando l’amministrazione dei lavori in corso.

Per gli interventi di riqualificazione energetica o di ristrutturazione in generale, esistono, dal punto di vista fiscale, alcune agevolazioni.  Ti consigliamo di approfondire l’argomento leggendo il relativo articolo Come usufruire della detrazione fiscale per la ristrutturazione di una piscina.

Per tutte le informazioni relative agli interventi ammessi alla detrazione IRPEF puoi visitare il sito dell’Agenzia delle Entrate e scaricare la guida “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali“.

IVA: un aspetto a cui prestare attenzione

iva e permessi per la piscina

  • Se la piscina viene resa pertinenza di un’abitazione non di lusso (non riesntra quindi nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9) è possibile applicare l’aliquota IVA ridotta del 4% prevista per la realizzazione di immobili qualificabili come “prima casa”.
  • Se il fabbricato abitativo non è classificabile come “prima casa”, l’appalto (o gli appalti) per la costruzione dela piscina soggiace all’aliquota IVA ridotta del 10% purchè non accatastato come immobile di lusso.
  • Nel caso in cui l’abitazione fosse accatasata in una delle categorie A/1, A/8, A/9 la costruzione della piscina soggiace all’aliquota IVA ordinaria del 22%.
  • Si applica l’aliquota ordinaria del 22% se pertinenza di alberghi, agriturismi (se l’agriturismo è accatastato nella categoria D/10), ecc.
  • Per le prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione – ordinaria e straordinaria – realizzati su immobili residenziali, è previsto un regime agevolato con applicazione dell’IVA ridotta al 10%.

Norme tecniche che coinvolgono le piscine private

A livello europeo sono stati recentemente completati i lavori di revisione di norme tecniche inerenti il settore delle piscine private, già presenti nel panorama  extra legislativo europeo. In particolare puoi approfondire le norme in vigore leggendo l’artiolo Normativa piscine private: pubblicata nuova UNI EN 16582.

Più tasse con la piscina?

Tasse piscina

Le imposte immobiliari, di norma, si basano sulla rendita catastale, che dipende dalla categoria catastale nella quale l’abitazione è inserita. Qualora si volesse sapere se la piscina andrà a determinare un cambio di categoria dell’immobile, facendolo passare all’ A/1, A/8 o A/9 (rispettivamente abitazione di tipo signorile, abitazione in ville e castelli, palazzi eminenti), sarà sufficente interpellare un professionista, che potrà effettuare tale valutazione.
In linea di massima si può dire che questo passaggio avviene con la realizzazione di impianti di dimensioni superiori agli 80 metri quadrati: al di sotto di questa superficie, quindi, non dovrebbero esserci problemi, mentre per quanto riguarda le piscine più grandi occorre prestare attenzione, perchè potrebbe subentrare lo scatto.

Il possesso di una piscina non è di per sè un elemento sufficiente a considerare l’abitazione di lusso. Abbiamo già trattato l’argomento nel nostro articolo Tasse e piscina, tutto quello che devi sapere.

Committente e impresa, doveri e responsabilità

permessi per la piscina e responsabilità

Responsabilità del committente

In base alla legge sulla sicurezza del lavoro, il committete in fase di cantiere, ha una serie di obblighi e di responabilità, il mancato rispetto delle quali si traduce in inadempienze.

Prima dell’avvio dei lavori, al committente spetta il compito di inviare all’ASL e alla Direzione provinciale del lavoro la notifica di cui all’art. 99 del D.Lgs 81/08, conservandone copia anche in cantiere.
In fase di cantiere, insieme al direttore dei lavori, ha la responsabilità di vigilare sul rispetto delle leggi sulla sicurezza e verificare che i lavoratori siano formati in merito alle opere da svolgere e dotati dei dispositivi di protezione necessari.
Entro due settimane dalla conclusione delle opere di finitura, dovrà inoltrare allo sportello unico la domanda di agibilità, un documento che attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza e igiene del fabbricato, rilasciato dal dirigente dell’ufficio comunale, previa eventuale ispezione entro 30 giorni dal ricevimento della domanda.
Al termine dei lavori, infine, la piscina dovrà essere regolarizzata tramite denuncia di variazione catastale.

Responsabilità dell’impresa

Sarà compito dell’impresa invece, l’organizzazione dell’area lavori, che comprende la determinazine degli spazi necessari al posizionamento e allo stoccaggio delle atrezzature, alla disposizione dei materiali e alla movimentazione dei mezzi d’opera. Il cantiere andrà delimitato con chiarezza, tramite l’opportuna segnaletica, disposta in modo da impedire l’accesso ai non addetti ai lavori. Le attrezzature utilizzate dovranno essere conformi alle normative in vigore e sottoposte a regolare manutenzione.
Qualora nell’area cantiere fosse poi prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporaneamente , il committente – o il direttore dei lavori- dovranno individuare il “coordinatore per la progettaizone” e il “coordinatore per l’esecuzione”.

Le spese di gestione e manutenzione

spese di gestione piscina

Gestire e manutenere una piscina comporta sicuramente dei costi da mettere in conto. Potresti però rimanere sorpreso nello scoprire che si tratta di una spesa più contenuta di quanto pensi. Naturalmente ogni impianto è diverso dall’altro, ognuno con il suo specifico dispendio, determinato da dimensioni, posizione, clima, efficienza degli impianti e soluzioni per il risparmio adottate.
I fattori principali che incidono sulla spesa sono tre: consumo idrico, elettrico e di prodotti chimici. Per una piscina di circa 10 x 5 metri, le spese si aggirano ta i 600/700€ a stagione estiva. A questi vanno aggiunti i costi dell’illuminazione, del riscaldamento dell’acqua e/o dell’ambiente, dei dispositivi per idromassaggio o nuoto controcorrente, ecc.

Ricordiamo a questo punto che ci sono tanti accorgimenti da possono essere messi in atto per limitare e contenere le spese.

 

Siamo giunti alla fine della nostra guida su normative e permessi, nelle prossime settimane ti aggiorneremo su altri aspetti delle normative più recenti su materiali e impiani, non perdeteti i prossimi articoli! Nel frattempo se hai dubbi o domande non esitare a scriverci nei commenti.

A proposito di Marcello C.

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