piscina senza cloro

Piscina senza cloro: come disinfettare l’acqua naturalmente

Quando si parla di disinfezione dell’acqua della piscina è senz’altro il cloro il prodotto più conosciuto. Se pur sicuro e semplice da usare non tutti sono favorevoli all’utilizzo di questo chimico che, in dosi eccessive, può provocare irritazioni a pelle e occhi, per non parlare dell’odore pungente che tutti associamo a questo prodotto.

Se sei tra quelli che vorrebbero una piscina senza cloro, sappi che le alternative sono molteplici e oggi le vedremo nel dettaglio.

Un sistema di disinfezione efficace è fondamentale al fine di rendere l’acqua della piscina sicura e priva di rischi, in modo da eliminare i microrganismi e le sostanze che potrebbero nuocere alla salute dei bagnanti.

Disinfettare l’acqua è un’operazione necessaria indipendentemente dal tipo di filtrazione adottato. Questo infatti elimina solo le particelle in sospensione, mentre la maggior parte dei microrganismi, quali virus e batteri, non viene rimossa. Il trattamento chimico svolge proprio questo ruolo.

Cosa e come scegliere?

Ci sono 4 fattori fondamentali da tenere in considerazione durante la scelta del trattamento di disinfezione per l’acqua della propria piscina:

  1. Velocità di azione del sistema disinfettante
  2. Spettro di azione più ampio possibile sui vari microrganismi
  3. Capacità ossidante
  4. Assenza di tossicità per i bagnanti

Ipoclorito di sodio

L’ipoclorito di sodio è uno dei prodotti maggiormente conosciuti e diffusi per la disinfezione dell’acqua. Disponibile in forma liquida con concentrazioni di circa 14-15%, è comunemente venduto in taniche da circa 20 litri: è quindi ingombrante e richiede un apposito spazio per l’immagazzinamento. È raccomandato l’impiego di un sistema di dosaggio automatico, ad esempio pompe dosatrici peristaltiche o elettromagnetiche, poiché, non contenendo acido isocianurico come stabilizzante, l’ipoclorito di sodio tende ad aumentare il valore del pH, richiedendo di conseguenza una maggiore quantità di acido per riportarlo ai valori ottimali.

Pro

Contro

 

  • Rapidità d’azione.
  • Costo contenuto.
  • È efficace contro i principali batteri.
  • Agisce come ossidante ed elimina le sostanze organiche non filtranti.

 

  • Ingombrante.
  • Richiede l’impiego di un sistema di dosaggio automatico.
  • Aumenta la salinità dell’acqua.
  • Causa la precipitazione di sali, provocando antiestetiche incrostazioni.

Scopri i disinfettanti alternativi per il trattamento dell’acqua

Ipoclorito di calcio

L’ipoclorito di calcio contiene solitamente il 65% di cloro disponibile, ma alcuni prodotti arrivavano anche al 70-80%, ed è venduto sotto forma di pastiglie che rilasciano il cloro in 5/6 ore, con appositi dosatori o in forma granulare. Sul mercato è presente anche il formato in pastiglie stick da 300 grammi a lenta dissoluzione che vanno inserite negli skimmer ogni 2/3 giorni circa. L’ipoclorito di calcio permette di fare trattamenti shock o superclorazioni nei casi in cui si riveli indispensabile una chiarificazione dell’acqua in tempi brevi. A differenza del cloro liquido, che decade nel tempo come cloro attivo, questo disinfettante garantisce maggiore stabilità nel tempo.

Pro

Contro

 

  • Permette di fare trattamenti shock o superclorazioni.
  • Elimina rapidamente le alghe delle pareti della vasca.
  • Garantisce stabilità nel tempo.
  • Ha un volume di ingombro ridotto (10 volte inferiore al cloro liquido).
  • Non aumenta i valori di acido isocianurico (riducendo i costi legati al ricambio dell’acqua).
  • Garantisce una maggiore stabilità dei valori di pH.

 

  • Costo al chilo leggermente più alto del cloro liquido.

Elettrolisi al sale

Il cloro può essere prodotto anche in loco tramite il sistema elettrolitico a sale: partendo da una quantità di normale sale, pari a circa 4 grammi per litro, è infatti possibile ottenere cloro nella quantità e nei tempi richiesti a una disinfezione appropriata (ad esempio una piscina da 70 m³ richiederà circa 280 kg di sale). Un apposito indicatore di salinità segnala la dose di sale da aggiungere, il quale deve essere reintegrato solamente in parte: al termine del processo di elettrolisi, infatti, non consuma sale, ma una quantità minima di acqua. Il sale consumato annualmente sarà pochissimo e, solitamente, deve essere reintegrato 1/2 volte l’anno, oppure in occasione di piogge particolarmente abbondanti.

Alcuni sistemi di elettrolisi, all’interno della scatola di alimentazione contengono anche dei dispositivi per il controllo del pH, oltre che del potenziale ossidante e, di conseguenza, della quantità desiderata di cloro attivo. In questo modo si potrà evitare, almeno in parte, il controllo manuale di questi parametri. Tutti questi dispositivi arrestano e avviano in automatico la produzione di agente disinfettante quando viene raggiunta la soglia di pH rispettiva (il funzionamento risulterà ottimale con un livello di pH pari a 7.2).

Invece rallentano la produzione quando si raggiungono i 15°C, perché a questa temperatura, la proliferazione di alghe e batteria diminuisce notevolmente.

Pro

Contro

 

  • Permette di produrre il cloro in loco, riducendo così sensibilmente i costi derivanti dal suo acquisto.
  • I dispositivi automatici arrestano e avviano la produzione di disinfettante secondo le necessità

 

 

  • Costo iniziale del dispositivo alto, che varia anche a seconda delle dimensioni della piscina.
  •  Corrosione delle parti metalliche

 

Disinfezione con il bromo

Il bromo è un disinfettante potente, ma è anche un prodotto organico non stabilizzato.  Costa circa 5 volte più del cloro, ma ha un’azione ossidante minore che non riesce ad arginare del tutto la crescita di sostanze organiche nell’acqua, le quali diventano fonte di sostentamento per alghe e batteri: è consigliabile, quindi, alternare la disinfezione con il bromo a periodi di impiego del cloro, limitando in questo modo la formazione di microrganismi dannosi.

Il bromo viene venduto sotto forma di pastiglioni di bromo-cloro-dimetilidantoina e viene comunemente usato tramite dosatori a lambimento per disinfettare e ossidare l’acqua delle piscine e delle spa (la sua azione, infatti, resta efficace anche ad alte temperature).

Pro

Contro

 

  • Disinfettante più potente del cloro.
  • È facile da maneggiare.
  • Non produce esalazioni gassose ed è meno volatile del cloro (soprattutto ad alte temperature).
  • Garantisce una buona disinfezione anche a pH alti.

 

  • Prodotto organico non stabilizzato.
  • Azione ossidante minore del cloro: meno efficace nell’arginare la crescita di sostanze organiche.
  • Costa circa 5 volte più del cloro.

 

Disinfezione con ossigeno

Il sistema monopersolfato di potassio (ossigeno) e poliquaternario di ammonio (disinfettante) ha visto la sua diffusione in seguito alla ricerca di sistemi alternativi alla clorazione, in grado di soddisfare le tre esigenze fondamentali del trattamento dell’acqua in piscina, ovvero l’ossidazione delle sostanze organiche, l’effetto disinfettante rapido e la sicurezza per tutti i bagnanti. Il persolfato è un energico ossidante e il valore Redox (la tendenza di un elemento chimico ad acquisire elettroni) è appena inferiore a quello del cloro, anche se a concentrazioni più alte (20 ppm). Il poliquaternario, oltre alla funzione germicida, ne apporta anche una antialga e flocculante, garantendo in questo modo un’azione disinfettante. Per compensare il consumo e i ricambi di acqua necessari devono essere utilizzati appositi kit e test, necessari a tenere controllati e monitorati i valori dei due prodotti.

Pro

Contro

 

  • Ha funzione ossidante, germicida, antialga e flocculante.

 

  • Il suo valore va bilanciato spesso
  • Rischio di ustioni, quindi va conservato in un luogo fresco e asciutto, al riparo dai raggi solari.

 

Le piante per la depurazione dell’acqua

Una menzione va fatta anche delle piscine biologiche, nelle quali il processo di depurazione dell’acqua viene affidato alle mani della natura: entrano, infatti, in gioco la biofiltrazione e le piante acquatiche, lasciando da parte i prodotti chimici.

In una biopiscina possono essere individuate tre sezioni:

  1. la zona balneabile, priva di piante,
  2. le aree spondali periferiche per la rigenerazione dell’acqua e per la messa a dimora delle piante acquatiche,
  3. la sorgente con un ruscello di collegamento.

Le piante acquatiche, da scegliere accuratamente sulla base del clima in cui è stata inserita la biopiscina, rivestono il ruolo più importante nella depurazione dell’acqua per la maggior parte delle piscine biologiche, seguite dal sistema per la depurazione meccanica e una pompa per il circuito chiuso dell’acqua. Tutto l’impianto funziona a circuito chiuso, permettendo di conseguenza un notevole risparmio nel consumo di acqua potabile.

Ultimamente si stanno diffondendo anche soluzioni in cui la vegetazione è assente, o ricopre un ruolo secondario: si tratta della biofiltrazione potenziata, per la quale non viene fatto uso della fotosintesi.

Magnesio

Il magnesio è un metodo di disinfezione piuttosto innovativo. Ha ottime proprietà igienizzanti, ma anche rilassanti, oltre a fare bene alla pelle.

Però non essendo molto diffuso, ha 2 problemi: il costo elevato e la scarsità di installatori di sistemi di sterilizzazione al magnesio.

Pro

Contro

 

  • Igienizzante
  • Rilassante e ottimo per la pelle

 

  •  Costo elevato
  • Scarsità di installatori e manutentori

Raggi UV

I raggi UV non sono un metodo di sterilizzazione conosciuto. Sono molto efficaci nell’abbattere gli scarti del cloro, che sono i responsabili dell’arrossamento di pelle e occhi, oltre che del forte odore. Possono distruggere anche i batteri resistenti al cloro.
Il dispositivo di emissione va installato a livello della linea dell’acqua.
La nota negativa è che il suo intervento è solo immediato. Uccide i batteri presenti in quel momento in vasca, ma non la mantiene pulita a lungo.

Pro

Contro

 

  • Abbatte i prodotti di scarto del cloro e i batteri cloro resistenti

 

  • Ha solo effetto immediato, non ha effetto a lungo termine

Analizzando quanto detto fino adesso, possiamo dire che il cloro si rivela il miglior disinfettante per piscina in circolazione, sia esso introdotto in forma diretta o prodotto attraverso l’elettrolisi. Possiamo affermare anche che sia il più economico. Infatti il cloro tradizionale è il disinfettante dal costo minore, mentre lo sterilizzatore al sale ha un prezzo iniziale elevato, ma poi i costi vengono notevolmente abbattuti.

Inoltre è il più sicuro, perché elimina molti batteri, oltre che alghe e microrganismi e i valori rimangono piuttosto stabili.

Come vedi una piscina senza cloro è possibile. Cosa ne pensi di questi sistemi alternativi di disinfezione?

 

A proposito di Luca B.

Grazie al mio lavoro e al confronto con numerosi clienti ho acquisito una grande esperienza riguardo al funzionamento di prodotti chimici utilizzati per i trattamenti e la pulizia dell'acqua delle piscine.

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2 commenti

  1. Buongiorno a tutti io nella mia piscina ho messo ossigeno attivo e ho notato da subito una trasparenza dell’acqua sono rimasto sbalordito della differenza del cloro che emana un cattivo odore e anche per il semplice motivo che nella mia acqua del pozzo con il cloro diventava gialla e non potevo usarla e ora con l’osservazione ho risolto

  2. ciao quando parli di ossidazione delle sostenze organiche cosa intendi ? tali ossidazioni possono portare a macchie sul telo ? ti chiedo questo perchè io vivo con il perenne problema di macchie sul telo ( dovrebbero essere macchie di ferro perche con acido ascorbico spariscono subito ) però i livelli di ferro in acqua sono nella norma.
    vorrei usare l’ossigeno ma avendo un piscina molto grande i costi sarebbero proibitivi

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