Sterilizzazione Piscina UV, Cloro, Sale.

Sterilizzazione piscina con raggi UV, con cloro o sale. Cosa scegliere?

Al giorno d’oggi le possibilità per disinfettare l’acqua della piscina sono praticamente sterminate, ognuno può scegliere il metodo che preferisce in base ai propri gusti, alla disponibilità di tempo o economica che ha a disposizione. Si va dalle soluzioni classiche come il cloro, il bromo o l’ossigeno ( questi ultimi due più utilizzati nelle SPA ), l’ozono, agli ioni di rame, che generano una corrente a basso voltaggio, alle piastre di titanio che generano ossigeno per degradare i componenti organici.

Senza dimenticare l’elettrolisi al sale, che è una delle soluzioni più interessanti degli ultimi anni ( anche con i rischi che comporta ). Esiste anche l’opzione più “radicale” della fitodepurazione, la quale però riguarda piscine naturali, biopiscine e laghetti, ovvero un target molto particolare.

Lo scopo di questo articolo non è fare una lista di tutti i metodi esistenti, piuttosto quello di confrontare tre tipologie che riteniamo essere tra le più richieste ed utilizzate, evidenziandone pregi e difetti e sfatando alcuni miti. I tre metodi che analizzeremo sono: sterilizzazione piscina con raggi UV, disinfezione al cloro e clorinazione al sale o elettrolisi al sale.

 

 

Disinfezione al cloro

Piscina disinfettata al cloro

Senza alcun dubbio si tratta del metodo più diffuso, addirittura dell’unico accettato in alcuni contesti. Per le piscine pubbliche, ad esempio, in Italia non c’è ancora una normativa chiara sulle alternative al cloro. Il cloro è un elemento chimico scoperte nel 1774 da Carl Wilhelm Scheele, in natura si trova sotto forma di composti cloruri, ovvero di sali. Si tratta di un elemento abbondante sul nostro pianeta: i cloruri costituiscono l’1,9 % della massa di tutti gli oceani.

Il cloro può essere tossico a concentrazioni elevate o a seguito di esposizione frequente e di durata elevata da parte del nostro organismo. Per ovviare a questo problema esistono ovviamente normative sull’utilizzo del cloro che ne determinano le dosi corrette, grazie alle quali frequentare piscina disinfettata al cloro non è assolutamente ritenuto dannoso per la salute ( a parte specifiche patologie o allergie ).
Il cloro ha contribuito, dal secolo scorso ad un notevole aumento della salubrità delle piscine pubbliche. Negli anni ’70, però, sono emersi problemi dovuti alla combinazione del cloro con altri elementi presenti in piscina, principalmente organici, come l’urea, che generano le clorammine. Queste sostanze generano arrossamenti, fastidi agli occhi, bruciore e possibilmente anche danni non immediatamente riscontrati. Si ipotizza che i danni a lungo termine possano anche essere piuttosto rilevanti, com ipotizza un noto studio del Dr. Alfred Bernard, dell’Università Cattolica di Lovanio.

Il cloro in piscina va utilizzato in 2 modi distinti: per i trattamenti shock saltuari ( ad esempio dopo piogge abbondanti, per la chiusura o riapertura della piscina ) e per la manutenzione ordinaria, per la quale occorre mantenere  livelli di cloro libero tra 0.6 e 1.50 ppm, distribuito uniformemente nell’acqua della vasca. La manutenzione col cloro è abbastanza semplice, si tratta di  controllare i valori e immettere il prodotto in acqua per ristabilirli in caso di variazioni fuori standard.
Si può fare questo procedimento anche con comode pastiglie a lento dissolvimento, poichè, in condizioni standard e costanti il consumo del cloro è facilmente prevedibile.

 

Vantaggi e svantaggi della disinfezione col cloro

  • Sistema più utilizzato e ben conosciuto da chi si occupa di piscine
  • Sistema molto economico, non necessita di strutture fisse ulteriori
  • Intuitivo e semplice come procedimento
  • Materiali di facile reperibilità, vista la diffusione
  • Sistema scalabile e molto efficace
  • Il cloro può creare danni a persone e strutture se combinato con residui organici.
  • Occorre monitorare ed intervenire manualmente per ripristinare i livelli ottimali

 

 

Sterilizzazione piscina ai raggi UV

Sterilizzatore Piscina a UV

I raggi UV sono una relativa novità nel campo della sterilizzazione dell’acqua per piscine. La prima installazione per  il trattamento dell’acqua con i raggi UV è stata realizzata nel 1993 dall’Hanovia Ltd di Londra, al Riverside Leisure Centre di Exter, UK. Oggi gli impianti funzionanti ad UV sono migliaia in tutto il mondo.

Nel 2005 il ministero della Sanità francese ha dato la sua autorizzazione ad utilizzare questo sistema di “decloramminazione” per piscine pubbliche. In Italia la tecnologia UV è stata inaugurata nel 2001, nella piscina pensile del CONI, al Foro Italico a Roma, proprio con un reattore UV Hanovia ed è tutt’ora funzionante ( fonte ).

Lo scopo principale della produzione di sterilizzatori UV è proprio la distruzione delle clorammine, ovvero di quei composti tra cloro libero e residui organici che sono uno dei principali sottoprodotti nocivi del cloro: monoclorammine, diclorammine, triclorammine.  Oltre a questo efetto i raggi UV sono in grado di abbattere altri batteri clororesistenti.

Nello specifico, gli impianti UV più utlizzati sono quelli a media pressione, gli unici che emettono luce policromatica e lunghezze d’onda utili a distruggere tutti i tipi di clorammine succitati.

  • λ 245 nm, attiva per le monocloroammine
  • λ 297 nm, attiva per le dicloroammine
  • λ 340 nm, attiva per le tricloroammine

λ: lunghezza d’onda; nm: nanometri

 

Spettro raggi

 

Come avrete capito da questa introduzione, la sterilizzazione ad UV è sopratutto un trattamento complementare al cloro o ad altri prodotti chimici, anche se può sostituirne una grossa parte riducendo drasticamente l’utilizzo degli stessi. I raggi UV distruggono il DNA e l’RNA di determinati organismi come alghe, batteri, virus e protozoi, oltre agli effetti importanti, già notati, sulle clorammine.

Le lampade ultraviolette a media pressione hanno un costo contenuto e si installano in linea con la filtrazione della piscina. in questo modo riescono a bombardare l’acqua che passa da lì ( ovvero tutta, durante il ricircolo ). Uno svantaggio è che il loro effetto è solamente hic et nunc, per così dire, ovvero non si protrae oltre quel momento e l’acqua in piscina poi può contaminarsi nuovamente. La disinfezione alla luce ultravioletta è considerata uno dei metodi più all’avanguardia per la disinfezione della piscina, oltre che uno dei più sicuri.

 

Vantaggi e svantaggi della sterilizzazione piscina a raggi UV

  • Sistema  non-chimico che riduce l’utilizzo di altri prodotti chimici.
  • Costo abbastanza contenuto.
  • Uccide i batteri cloro-resistenti e dissolve le clorammine.
  • Sicuro per la salute.
  • Sistema in buona parte automatizzato.
  • Non è una soluzione stand alone, bensì complementare ad un trattamento chimico, seppur ridotto.
  • Funziona solo fintanto che c’è ricircolo d’acqua attraverso le lampade in linea.

 

 

Disinfezione tramite elettrolisi al sale

Clorinatore al sale piscina

Le “piscine al sale” sono una soluzione che si è ampiamente diffusa negli ultimi anni, complice l’idea di “naturalezza” che comunica e l’ottima diffusione di meccanismi automatizzati per la sterilizzazione stessa. Si tratta in realtà di una delle pratiche di disinfezione che ha causato più fraintendimenti tra i possessori di piscine.

L’obiettivo delle piscine con filtrazione a sale è, come per gli altri metodi di sanificazione, quello di ridurre i microorganismi presenti in acqua, portandoli ad un livello di sicurezza. Non ha invece l’obiettivo di ossidare i componenti organici, cosa che invece perseguno altri metodo ( come il cloro, l’ozono, piuttosto complesso da gestire o i raggi UV ). Se si vuole coprire tutto lo spettro di funzioni occorrerà quindi appoggiarsi ad un altro sistema.

Nonostante la sterilizzazione al sale sia effettivamente molto interessante, ci sono alcuni fraintendimenti da tenere in considerazione. Innanzitutto una piscina ad acqua salata non  è una piscina libera da prodotti chimici: senza l’elettrolisi il sale non può sanificare nulla, per cui si necessita di questo processo che genera cloro facendo passare l’acqua attraverso celle caricate con corrente elettrica.

Questo cloro generato ha la stessa identica struttura di quello che potreste acquistare in uno store. Infatti il nome più diffuso nell’industria per questi impianti è quello di clorinatori. Un altro fraintendimento è quello per cui l’acqua di una piscina al sale dovrebbe apparire migliore dell’acqua di una piscina trattata con metodi più comuni. In realtà quest’evidenza non esiste, se compariamo due piscine ben mantenute.

Quali sono allora i benefici reali di un impianto di clorinazione? Innanzitutto chi mantiene la piscina non dovrà più comprare e spostare barattoli o secchi di cloro. Sembra un vantaggio secondario ma chi gestisce una piscina sa che è tutt’altro che superfluo. La gestione della disinfezione viene così del tutto automatizzata, come succede con gli iniettori automatici di  cloro e pH ma non, ovviamente, con i metodi usuali di aggiunta manuale del cloro.

 

Vantaggi e svantaggi dell’elettrolisi al sale

  • Sistema automatizzato di disinfezione.
  • Non necessita dell’acquisto e del traspoto di ulteriore cloro.
  • Produce un cloro di buona qualità.
  • Costa meno di un sistema standard ( con prodotti di qualità medio-alta )
  • Non è una soluzione “naturale”, nel senso di libera dalla chimica.
  • Se l’impianto non ha una messa a terra corretta si rischiano gravi danni alle strutture.

 

 

Tabella comparativa

Questa tabella serve solo ad avere un colpo d’occhio su alcuni vantaggi e svantaggi delle varie metodologie.

Acqua salata / Clorinatore Clorazione tradizionale Disinfezione UV Gneratore di ozono Ionizzazione
Sistema senza bisogno di interventi complementari No No No
Utilizzo di chimici “potenzialmente dannosi” Ridotta Ridotta Ridotta
Possibilità di odori sgradevoli No No
Difficoltà di calibrazione Ridotta No
Possibilità di danni a superfici e strutture No No No No
Utilizzo in strutture pubbliche No No
Costi di investimento iniziale Medi No Medi Alti Medi
Costi di manutenzione Bassi Medi o Alti Bassi Medi Medi

 

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14 commenti

  1. Geom. Antonio Marras

    scusate ma come fate a dire che con i cloratori a sale si entra in contatto con sostanze pericolose? si maneggia esclusivamente sale (normalissimo cloruro di sodio – NaCl); vero è che poi si genera cloro in vasca: mah a dire che si maneggia un prodotto pericoloso!!!! se invece uso cloro in pastiglioni, polvere o granulare o liquido? quello si che è pericoloso: basta inalare i vapori aprendo le confezioni per star male.

    scusate ma ci tenevo a precisare.

    geom. Antonio Marras

    • Alessio Breviglieri

      Buongiorno Geom. Marras, la ringrazio per l’opportunità di precisare. Ovviamente la disinfezione al sale non comporta il contatto diretto con le confezioni di prodotti chimici, “pericoloso” è una parola un po’ forte, infatti è utilizzata tra virgolette. L’ho sostituita con “potenzialmente dannosi”.
      Non nascondiamo però che esistano studi seri che ipotizzano danni a lungo termine provocati dal contatto prolungato col cloro in piscina: https://en.wikipedia.org/wiki/Pool_chlorine_hypothesis
      Per questo motivo, dato lo stato di avanzamento tecnologico odierno e la riduzione dei costi, pensiamo che sia giusto valutare con apertura le alternative, sia da parte del cliente che da parte di chi vende o installa piscine.

  2. Vittorio Valentini

    Ho una piscina in mosaico di vetro con collante e stucco epossidici.
    possono essere danneggiati dal clorinatore?
    Grazie.
    vittorio Valentini

    • Alessio Breviglieri

      Buongiorno Vittorio,

      no, che io sappia non c’è nessuna controindicazione. È più rischiioso il fenomeno della corrosione galvanica con una piscina in pannelli d’acciaio ( solo se l’impianto non è fatto a dovere ).

  3. Buongiorno,
    ho appena comprato una piscina (549 x 274 x 132) ed ho iniziato ad utilizzare il cloro
    Ora mi sto interessando ai clorinatori ma mi avevano detto che avrei dovuto continuare coi soliti metodi di pulizia; è vero?
    Io ho una pompa a sabbia che non ho ancora imparato ad utilizzare…dovrei collegarla al clorinatore?
    Grazie

    • Alessio Breviglieri

      Buongiorno Anna,

      il clorinatore automatizza l’utilizzo del cloro ( partendo dal sale come materia prima ) ma non elimina la necessità di utilizzare riduttori di pH, di effettuare una costante pulizia manuale e soprattutto di utilizzare la filtrazione a sabbia diverse ore al giorno.
      Il clorinatore si installa tra il sistema di filtrazione e la bocchetta di reimmissione dell’acqua in piscina.

  4. alessandro pappalardo

    Salve volevo sapere se si può dotare una piscina in classe A2 di sterilizzazione a sale

    • Buongiorno Alessandro.
      È possibile installare l’impianto di clorinatore al sale in piscine cat.A2 però devono essere presenti anche i metodi di disinfezione al cloro. Di solito si cerca di evitare di dotare le cat.A2 di elettrolisi al sale anche se è una cosa fattibile.

  5. Annalisa Venturi

    Salve, mi sto interessando per costruire una piscina per cani all’interno di un centro cinofilo. Mi sembra di aver capito che la soluzione migliore (al fine di ridurre al massimo l’esposizione a cloro da parte dei cani) è un sistema di disinfezione combinata con UV e cloro, siete d’accordo?
    Vista la necessità di realizzare una struttura “leggera” e con forma ibera (che inoltre degradi lentamente), pensavamo ad una struttura in metallo (visto che il podere agricolo in cui lo andremmo a proporre è vincolato a fini paesaggistici occorre una soluzione non strutturalmente impattante ed eventualmente facilmente rimovibile). Mi piacerebbe avere la vostra opinione.
    Cordiali saluti

    • Buonasera Annalisa, a mio parere direi che un sistema di disinfezione combinata UV-cloro è una buona soluzione perché i raggi UV impediscono ai batteri di moltiplicarsi, mentre la circolazione dell’acqua ha un effetto germicida (anche se non al 100%), quindi oltre ad impedirne la moltiplicazione dovrebbe anche uccidere i germi.

      Per quanto riguarda la struttura di sicuro una in acciaio vi darebbe maggior flessibilità.

      Spero di esserle stato utile!

  6. Ho fatto installare per la mia piscina 14×6 l’impianto uv e l’ossigeno. Preesistente ed ancora funzionante ce’ anche l’elettrolisi . L’idea è quella di non usare però quest’ultima ma solo i primi due, con acqua dolce. Se in seguito volessi utilizzare oltre a uv e ossigeno anche l’elettrolisi ovviamente aggiungendo del sale in piscina, sarebbe possibile o meno?

    • Buongiorno Antonio, a mio parere non ha molto senso avviare l’elettrolisi e continuare a disinfettare con l’ossigeno in quanto l’elettrolisi trasforma il sale in cloro mentre l’ossigeno è un disinfettante alternativo al cloro, quindi usarli entrambi non serve.

  7. Buongiorno, vorrei realizzare una piscina interrata e una delle soluzioni che mi è stata proposta è quella UV.
    Questo quanto viene dichiarato:

    ZERO CLORO IN PISCINA Il cloro genera clorammine tossiche e potenzialmente cancerogene. Nelle piscine private lo escludiamo dai nostri trattamenti. Nelle piscine pubbliche ne riduciamo drasticamente le conseguenze negative.

    2. IL “SOLE” PURIFICA L’ACQUA DELLE NOSTRE PISCINE Grazie alla sinergica azione del sole, degli UV Blumarine a bassa pressione e dell’ossidazione catalitica otteniamo una purificazione naturale, sana e a bassa manutenzione.

    3. MICROFILTRAZIONE INATTACCABILE DAI BATTERI Utilizziamo materiale filtrante bio-resistente e inattaccabile dalla formazione di biofilm, responsabile principale della formazione di alghe. Nel sistema XTREME raggiungiamo un grado di filtrazione di 0,1 micron.

    Posso conoscere il suo parere? La piscna avrà una dimensione indicativa di metri 10×5. Grazie

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