La guida definitiva a normative e permessi per piscine interrate

La guida definitiva a normative e permessi per piscine interrate

Hai intenzione di realizzare una piscina privata? Se la tua risposta è sì dovrai certamente fare i conti con costi, permessi per piscine interrate, burocrazia, norme e obblighi vari. Questi aspetti possono creare confusione e dubbi ed è per questo che oggi cercheremo di darti tutte le informazioni necessarie su come affrontare la costruzione o ristrutturazione della tua piscina.

A chi rivolgersi? Quanto costa? Sono necessari permessi? A chi vanno richiesti?

Queste sono solo alcune delle tante domande che potresti porti prima di costruire una piscina interrata. Essendo tale realizzazione un’opera piuttosto complessa, con necessità d’intervento di personale qualificato, permessi e autorizzazioni, nulla va lasciato al caso. Dunque, iniziamo!

Che permessi servono per costruire una piscina interrata

Partiamo dal principio, ovvero, come si ottiene l’autorizzazione necessaria per costruire la propria piscina. Una risposta univoca non c’è, in quanto ogni Comune o Regione può presentare alcune variazioni a seconda dei propri piani urbanistici; ciò nonostante, le pratiche comuni per ottenere tale autorizzazione sono:

  1. Scoprire se il tuo terreno è sottoposto a vincoli: se ci sono delle norme del piano regolatore che pongono limiti alle caratteristiche progettuali dell’impianto, come per esempio il colore dei rivestimenti o le dimensioni. Rivogliti quindi all’ufficio Edilizia privata del tuo Comune di residenza.
  2. Presentazione della SCIA: se non ci sono vincoli, generalmente, ti basterà presentare in comune la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Lavori) redatta da un professionista (un ingegnere, un architetto o un geometra). Questo documento, il più importante tra i permessi per piscine interrate e che sostituisce la vecchia DIA (Dichiarazione di Inizio Attività), riporta tutte le caratteristiche dell’impianto che si andrà a realizzare. Il Comune avrà quindi 30 giorni di tempo per muovere obiezioni sulla tua documentazione presentata.

Terreno sottoposto a vincoli

Se invece il tuo terreno è sottoposto a qualche vincolo, che sia paesaggistico o urbanistico, sarà necessario richiedere il permesso per costruire. Come? Ottenendo il via libera da ciascuna delle commissioni paesaggistiche o urbanistiche relative al vincolo che interessa l’area. Solo dopo sarà possibile presentare in Comune la SCIA e iniziare i lavori.

Il permesso per costruire dev’essere richiesto anche quando la piscina non è di pertinenza dell’edificio principale (ad esempio non è ad esclusivo servizio dell’abitazione), oppure se l’impianto supera il 20% del volume dell’edificio principale.

Al termine dei lavori di costruzione, spetterà al professionista che si è occupato della SCIA presentare la Dichiarazione di conformità al Comune, al quale andrà segnalata la fine dei lavori.

E per la ristrutturazione della piscina?

che permessi servono per costruire la piscina

Se invece hai intenzione di iniziare lavori di ristrutturazione, dovrai seguire ugualmente un iter burocratico che comprenda permessi per piscine interrate. Dovrai presentare una SCIA al tuo comune, informando l’amministrazione dell’intenzione di procedere con i lavori.

Per interventi di riqualificazione energetica o di ristrutturazione in generale, esistono, dal punto di vista fiscale, alcune agevolazioni.

Per approfondire l’argomento leggi: “Come usufruire della detrazione fiscale 50% per ristrutturazione piscina

Se vuoi ulteriori informazioni sugli interventi ammessi alla detrazione IRPEF visita il sito dell’Agenzia delle Entrate.

Presta attenzione all’IVA

iva e permessi per piscine interrate

Oltre ai vari permessi per per piscine interrate, un altro aspetto fondamentale sul quale fare attenzione è quello dell’IVA. Costruendo una piscina interrata, infatti, avrai la possibilità di beneficiare dell’IVA agevolata al 4% o al 10%. Per sapere quale aliquota IVA ti spetta, considera le seguenti condizioni:

IVA al 4%

Per garantirti l’applicazione dell’ IVA agevolata al 4%, al momento della costruzione della tua piscina, dovrai possedere i seguenti requisiti soggettivi necessari per accedere all’agevolazione “prima casa”:

  • NON essere titolare esclusivo, o in comune con il coniuge, di un’altra abitazione nello stesso Comune in cui si trova la tua casa, della quale la piscina diventerà pertinenza;
  • NON avere diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione o nuda proprietà su un’altra abitazione, per la quale tu abbia già usufruito dell’agevolazione “prima casa”, su tutto il territorio nazionale.

Il requisito oggettivo in tal caso, invece, è soltanto uno: per poterci costruire una piscina, la tua abitazione non deve rientrare nella categoria “abitazione di lusso”. Sarà dunque sufficiente che essa non sia accatastata nelle categorie A/1, A/8 e A/9.

IVA al 10%

Se non possiedi i requisiti soggettivi per accedere all’agevolazione “prima casa” citati sopra e se l’abitazione nella quale vorrai costruire la piscina non rientrerà in nessuna delle categorie catastali di lusso, avrai allora diritto all’IVA agevolata al 10%.

Abitazione di lusso

Se la casa nella quale vorrai realizzare la tua piscina apparterrà invece alle categorie catastali A/1, A/8 o A/9  (abitazione di lusso), non potrai avere accesso, a prescindere dai requisiti soggettivi, ad alcuna forma di IVA agevolata. Verrà quindi applicata l’IVA ordinaria al 22%.

Più tasse con la piscina?

Tasse piscina

Qualora volessi sapere se la realizzazione della tua piscina andrà a determinare un cambio di categoria dell’immobile, ti basterà interpellare un professionista che potrà effettuare tale valutazione.

In linea di massima, possiamo comunque dirti che al di sotto di impianti di 80 metri quadrati non dovresti incorrere in cambiamenti. Discorso diverso per piscine di grandi dimensioni, quindi, attenzione!

Committente ed impresa: doveri e responsabilità

permessi per piscine interrate

Responsabilità del committente

In base alla legge sulla sicurezza del lavoro, in fase di cantiere, avrai una serie di obblighi e di responsabilità da dover seguire.

  • Prima dell’inizio dei lavori, dovrai inviare all’ASL e alla Direzione provinciale del lavoro la notifica di cui all’art. 99 del D.Lgs 81/08, conservandone copia anche in cantiere.
  • Una volta iniziata la costruzione della piscina, insieme al direttore dei lavori, dovrai vigilare sul rispetto delle leggi sulla sicurezza e verificare che i lavoratori siano formati in merito alle opere da svolgere, nonché dotati degli appositi dispositivi di protezione necessari.
  • Entro due settimane dalla conclusione delle opere di finitura, dovrai presentare la domanda di agibilità e un documento che attesti la sussistenza delle condizioni di sicurezza ed igiene del fabbricato ( rilasciato dal dirigente dell’ufficio comunale, previa eventuale ispezione entro 30 giorni dal ricevimento della domanda).
  • Al termine dei lavori, infine, la piscina dovrà essere regolarizzata tramite denuncia di variazione catastale.

Responsabilità dell’impresa

Il compito dell’impresa sarà invece quello di:

  • Organizzazione l’area dei lavori, determinare quindi gli spazi necessari al posizionamento e allo stoccaggio delle attrezzature, alla disposizione dei materiali e alla movimentazione dei mezzi d’opera.
  • Delimitare il cantiere con chiarezza, tramite l’opportuna segnaletica, disposta in modo da impedire l’accesso ai non addetti ai lavori.
  • Assicurarsi che le attrezzature utilizzate siano conformi alle normative in vigore e sottoposte a regolare manutenzione.
  • Individuare il coordinatore per la progettazione e il coordinatore per l’esecuzione nel caso fossero coinvolte più imprese esecutrici.

Ora hai tutte le informazioni necessarie per poter costruire o ristrutturare la tua piscina: non ti resta che iniziare!

 

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